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Perché scegliere l’apprendistato duale?

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Lo abbiamo chiesto a tre aziende parte della “Community Eccellenze Duali” della Camera di Commercio Italo-Germanica, che hanno condiviso esperienze e consigli in occasione di un webinar informativo, aperto a tutte le imprese interessate all’apprendistato duale, che abbiamo organizzato con il coinvolgimento di Sviluppo Lavoro Italia (Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali).

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Beentouch è una PMI innovativa con sede a Catania, nata da un'intuizione di giovani ingegneri informatici. ARST è la principale azienda di trasporto pubblico locale della Sardegna, interamente controllata dalla Regione. Allianz Italia è uno dei principali operatori del settore assicurativo e finanziario, parte del gruppo tedesco Allianz SE. Aziende molto diverse, ma con una caratteristica in comune: l’esperienza e l’eccellenza nella formazione duale attraverso il contratto di apprendistato.

 

Con Emanuele Accardo (co-fondatore e CTO di Beentouch), Tiziana Murru (Risorse Umane e Formazione in ARST) e Antonella Bonsi (HR Business Partner in Allianz Italia) abbiamo fatto due chiacchiere sull’apprendistato duale: perché è una scelta di valore per le loro organizzazioni, come è stato concretamente implementato, e alcuni consigli per le aziende che intendono adottare questo contratto di formazione e lavoro.

Quale esigenza o sfida vi ha mossi quando avete deciso di attivare l’apprendistato duale nelle vostre aziende, e perché avete scelto proprio questo strumento?

 

Accardo (Beentouch): Abbiamo iniziato con l’apprendistato duale a ridosso del periodo pandemico, spinti dalla necessità di inserire personale altamente qualificato, che nel nostro territorio faticavamo a trovare e che quindi, come azienda, eravamo disposti a contribuire a formare.

Abbiamo scelto l’apprendistato di primo livello, inserendo all'interno della nostra struttura studenti delle scuole superiori e cominciando così a costruire un team di giovani formati direttamente sul campo. Alcuni di questi ragazzi ancora oggi lavorano con noi, e sono tra le nostre menti più brillanti.

 

Murru (ARST): La nostra sfida, comune a molte altre aziende, nasce dalla necessità di far fronte al turnover e al crescente divario tra offerta e domanda di lavoro nel settore trasporti. Tramite i consueti canali di reclutamento imposti alle aziende pubbliche non riuscivamo a trovare professionalità adeguatamente formate e competenti, soprattutto nell’ambito della manutenzione dei rotabili ferroviari e della conduzione dei mezzi. L'apprendistato duale è stata la soluzione perfetta: da un lato, incontra le esigenze di recruiting della nostra azienda; dall'altro, avvicina i giovani a un settore che aveva perso attrattività nel nostro territorio.

L'esperienza è iniziata nel 2022, con un percorso di apprendistato di terzo livello in collaborazione con l’ITS Academy e l’attivazione di 41 contratti di apprendistato. Nel 2024, al termine del percorso di formazione e con il conseguimento del titolo di Tecnico superiore, 40 apprendisti sono stati assunti con un contratto a tempo indeterminato. Visto il successo della prima sperimentazione, abbiamo replicato l’esperienza nel 2025 con l’avvio di 5 nuovi percorsi formativi, che hanno coinvolto circa 100 allievi, e la conseguente attivazione di 63 contratti di apprendistato.  

Per noi questo percorso ha anche una valenza strategica nello sviluppo di competenze legate ai nuovi treni a idrogeno, fondamentali per la transizione energetica e che necessitano di personale altamente specializzato in tale ambito, attualmente non reperibile nel mercato del lavoro.

 

Bonsi (Allianz Italia): La nostra esperienza nel programma di formazione duale scuola-lavoro è iniziata nel 2016 come progetto di Corporate Social Responsibility, con lo scopo di avvicinare giovani studenti e studentesse al mondo del lavoro attraverso un’esperienza professionale concreta, retribuita e certificata all’interno della nostra realtà aziendale.

Allianz è un gruppo tedesco, e in Germania il sistema duale è molto consolidato e già da tempo i colleghi tedeschi ce ne raccontavano il valore. Non appena questo sistema ha iniziato a svilupparsi anche in Italia, con l’introduzione dell’apprendistato duale nel 2015, l’allora Amministratore Delegato di Allianz Italia ha deciso di cogliere questa opportunità.

Gli studenti dei licei sono il nostro target principale e il nostro obiettivo, diversamente da altre realtà, non è legato all’inserimento lavorativo immediato - in quanto di norma assumiamo profili laureati - bensì all’orientamento: vogliamo offrire ai giovani un’esperienza concreta, supportandoli nelle future scelte professionali o accademiche con consapevolezza e maturità.

Il percorso prevede l’assunzione con contratto apprendistato di primo livello, per la durata di due anni, con un part-time verticale al 30%: si comincia a gennaio del terzo anno e si conclude a dicembre del quinto anno, per lasciare agli studenti il tempo necessario a prepararsi all’esame di maturità. Durante l’anno scolastico la presenza in azienda è di circa tre giorni al mese, nei quali viene erogata formazione on-the-job su contenuti che preparano i giovani alla loro esperienza estiva. Terminata la scuola, infatti, gli studenti sono inseriti a tempo pieno in team aziendali diversi, in base ad attitudini e interessi riscontrati nei mesi precedenti, e sperimentano l’attività lavorativa nei rispettivi uffici.

Nel 2026 abbiamo festeggiato il decennale di questo percorso, che ci dà grandi soddisfazioni.

Come avete concretamente implementato l’apprendistato duale nelle vostre organizzazioni, e quali consigli dareste a un’azienda che vorrebbe sperimentare questo strumento?

 

Murru (ARST): Innanzitutto, è fondamentale procedere con un'analisi delle professioni da integrare all’interno dell’azienda e, sulla base del livello di formazione richiesta, individuare quale delle forme di apprendistato duale, primo o terzo livello, sia la più opportuna da utilizzare. La nostra necessità prioritaria era reclutare tecnici con elevata professionalità. Per questo motivo abbiamo individuato come ente formativo un ITS specializzato nel settore della mobilità e scelto di attivare dei contratti di apprendistato di alta formazione e ricerca. Ci siamo quindi confrontati con l’ITS, abbiamo condiviso le nostre esigenze formative e professionali e avviato la progettazione.

Poi è molto importante avere un quadro chiaro della propria capacità formativa, cioè comprendere se in azienda ci sono risorse e strutture adeguate a offrire un ambiente formativo idoneo.

Come ultimo consiglio, direi che è cruciale creare rapporti con le istituzioni scolastiche e formative del territorio, sperimentando anche diverse modalità di collaborazione a seconda delle proprie esigenze. Nel nostro caso, andiamo periodicamente nelle scuole a presentare l'azienda, attiviamo tirocini formativi con le Università, ospitiamo stagisti in alternanza scuola-lavoro. In questo modo, cominciamo a entrare in contatto con le scuole, i giovani, i potenziali nuovi partner formativi, abbiamo un ritorno d’immagine e coltiviamo un bacino utile per le assunzioni future. Inoltre, considerato che siamo un’azienda interamente partecipata dalla Regione Sardegna, abbiamo implementato una procedura ad hoc che ci permettesse di individuare i potenziali apprendisti nel rispetto della normativa per le pubbliche amministrazioni: la nostra sperimentazione rappresenta uno dei primi casi di applicazione del contratto di apprendistato duale alla PA in Italia, e il primo nel settore del Trasporto Pubblico locale.

 

Accardo (Beentouch): Inizialmente ci siamo assicurati che la nostra azienda fosse pronta ad accogliere gli studenti, strutturando un team dedicato all’apprendistato. Gli apprendisti nel nostro caso sono ragazzi anche molto giovani, che non hanno mai avuto esperienza in azienda, per cui è opportuno essere consapevoli del distacco, a volte netto, che si percepisce tra mondo della scuola e mondo del lavoro. Un consiglio è quello di coltivare partnership di valore con le scuole: noi abbiamo avuto la fortuna di collaborare con l’IIS Marconi-Mangano di Catania, guidato dall’eccezionale Preside Maria Catena Trovato, molto disponibile, professionale e lungimirante, per cui si sono create ottime sinergie e interlocuzioni frequenti e proficue. Questo ha avuto risvolti positivi sia per la scuola, sia per i ragazzi, sia per la nostra azienda: abbiamo raggiunto un tasso elevatissimo di conferme di assunzione al termine del percorso; la mancata assunzione di solito è legata al desiderio dei giovani di proseguire gli studi iscrivendosi all’università, oppure di fare delle esperienze all’estero.

La capacità formativa dell’impresa e il dialogo pubblico-privato sono due elementi fondamentali per il successo di percorsi di formazione e lavoro, soprattutto nel caso dell’apprendistato. Guardando ai risultati ottenuti, perché secondo voi un’azienda dovrebbe scegliere l’apprendistato duale e perché per voi è stata una scelta di valore?

 

Bonsi (Allianz Italia): Vorrei evidenziare la grande occasione di confronto intergenerazionale che questa esperienza ci sta portando. Raramente capita di poter conoscere così da vicino le nuovissime generazioni e comprendere, attraverso di loro, il modo in cui stanno cambiando le dinamiche e gli approcci al lavoro. Questo è un grande arricchimento per tutti i colleghi di Allianz Italia, non solo dal punto di vista sociale, ma anche in termini di business e di gestione HR, perché ci consente di prepararci alle esigenze del futuro. Il nostro progetto Dualità Scuola-Lavoro, in generale, è un’esperienza di un continuo dare e ricevere: noi offriamo un’esperienza orientativa e professionale, mentre i giovani apprendisti portano in azienda un contributo concreto e di valore. Si genera una sorta di reverse mentoring, in cui apprendisti e collaboratori aziendali si arricchiscono reciprocamente attraverso la condivisione di competenze, conoscenze e prospettive differenti.

 

Accardo (Beentouch): Ci sono due ragioni per cui l’apprendistato porta valore in azienda. La prima: ci consente di costruire un futuro professionale concreto per i talenti del nostro territorio. La seconda: crea un solido rapporto di fiducia e fidelizzazione dei giovani nei confronti della nostra organizzazione. Gli apprendisti decidono di restare e costruire con noi le proprie fondamenta lavorative, e in azienda si respira costantemente aria di innovazione, che ci permette di scalare e crescere.

 

Murru (ARST): L’apprendistato duale è una scelta di valore perché ci ha permesso di costruire delle professionalità su misura, coinvolgendo i giovani in un settore, come quello dei trasporti pubblici, che nel tempo ha visto diminuire la propria attrattività. Siamo riusciti a reclutare anche molte giovani donne, in un ambiente di lavoro prevalentemente maschile. Inoltre, l’apprendistato duale ha il merito di rendere più invitante e “rassicurante” la proposta formativa degli ITS, in quanto i giovani fin da subito sanno che, oltre a essere formati, saranno inseriti in azienda con un vero contratto e uno stipendio, il che restituisce fiducia e speranza alle ragazze e ai ragazzi, particolarmente in un territorio con un elevato tasso di disoccupazione e dispersione scolastica.

Come società di servizi della Camera di Commercio Italo-Germanica (AHK Italien), con Dual.Concept lavoriamo con le imprese per la progettazione, il coordinamento e il monitoraggio di percorsi duali, favorendo il dialogo con istituzioni formative e stakeholder, supportando nell’applicazione dell’apprendistato duale, formando il personale aziendale in qualità di tutor duale e certificando le competenze professionali acquisite dai giovani in azienda.

 

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